Luoghi vicini

Tindari

Tindari e’ una frazione di Patti, comune italiano di Messina, in Sicilia. Gli abitanti sono detti tindarini, tindaroti, tindaridei (in omaggio a Dioscuri figli di Tindaro), in siciliano tinnaroti. La città venne fondata da Dionisio I di Siracusa nel 396 A.C come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città di Tripi e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro e dei Dioscuri. Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese e nelle sue acque si combatte’ nel 257 A.C la battaglia di Tindari. Nel I secolo D.C subì le conseguenze di una grande frana mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti. Sede vescovile venne conquistata dai bizantini nel 535 e cade nell’836, nelle mani degli arabi dai quali venne distrutta. Vi rimase il Santuario della Madonna di Tindari che ospita una Maria scolpita con il bambino in legno, considerata portatrice di grazia e miracoli.

Taormina

Taormina (Taurmina o Taummina, in siciliano) e’ un comune italiano di 10.863 abitanti situato nella città metropolitana di Messina. E’ uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici ed è stata un’importante rete dei Grande Tour. Durante il ventesimo secolo la città divenne una colonna di espatriati artisti, scrittori e intellettuali. Taormina ha ispirato la denominazione di “Toormina” un sobborgo della città Australiana di Coffs Har Bour.

teatro greco Taormina

Il teatro greco-romano di Taormina e’ il secondo teatro antico per dimensioni in Sicilia, dopo il teatro greco di Siracusa. Esso risulta scavato nella roccia e la scena ha per sfondo il Mar Ionio e l’Etna. La cavea e’ suddivisa in 9 settori da 8 scale che consentono l’accesso degli spettatori. Il fondo della scena, di epoca romana e’ parzialmente aperto al centro è delimitato da un muro sul cui sfondo sono adagiate alcune colonne residue in marmo che fanno comprendere come dovesse essere in origine. Oggi il teatro oltre ad essere adibito a luogo turistico è utilizzato per concerti tra posti e parterre la capienza del teatro raggiunge i 10.000 posti.

Tradizioni

SCILLA E CARIDDI

La città di Messina è stata sempre legata al culto di Poseidone. La leggenda racconta che fu proprio Poseidone con un colpo del suo tridente a staccare la Sicilia dalla penisola. La tradizione racconta che erano presenti almeno tre templi dedicati a lui; uno a capo Peloro, uno presso l’attuale Annunziata dei Catalani e un terzo in cima ai monti Peloritani un tempo detti Nettuni. Inoltre possiamo ammirare in una splendida fontana in piazza Unità d’Italia che rappresenta Nettuno tra Scilla e Cariddi incatenate.
Un altro mito è quello di Scilla e Cariddi ” mostri frontali e complementari” che controllavano lo stretto. Il mito racconta di Scilla, bellissima ninfa di cui si innamorò Glauco figlio di Nettuno. A causa della gelosia, Circe che si era invaghita a sua volta di Glauco, trasformò la bellissima Scilla in un terribile mostro con sei teste canine e dodici zampe. Scilla rimasta terrorizzata si gettò in mare da dove guaendo spaventava i naviganti. Per vendicarsi della perfidia di Circe cercò di far naufragare Ulisse a cui rapì sei marinai. Cariddi figlia di Poseidone e della madre Terra era una donna assai vorace che stata precipitata in mare da Zeus perché mentre il figlio Eracle attraversava lo stretto a nuoto gli aveva rubato alcuni buoi. Da allora inghiotte i flutti tre volte al giorno e per tre volte li rigetta. Questa figura si identifica con un fenomeno di maree presente in vari punti dello stretto, in particolare presso la punta Faro, che genera spostamenti d’acqua in senso orizzontale, flusso e riflusso, e veloci emersioni di acque profonde che generano gorghi.

FATA MORGANA

Questo è il nome dato ad un fenomeno ottico che si può notare nello stretto di Messina. E’ una forma complessa e insolita di miraggio che si può scorgere all’interno di una stretta fascia al di sopra dell’orizzonte.Esso fa riferimento alla fata Morgana della mitologia celtica, che induceva nei marinai visioni di fantastici castelli in aria o in terra per attirarli e quindi condurli a morte. Diversi viaggiatori hanno dato testimonianza di questo fenomeno con descrizione di archi, colonne, e torri.

NINA DA MESSINA

Si pensa che fu la prima poetessa italiana. Per la sua grande passione per la poesia di Costanza d’Altavilla, madre di Federico II di Svevia, Nina venne a contatto con la scuola poetica siciliana, seguendo lo stile dei poeti provenzali, compose vari versi.

LA MADONNA DELLA LETTERA

i racconta che nel 42 a.C. il Senato di Messina inviò una delegazione a Gerusalemme per comunicare la conversione al Cristianesimo della città. Si ipotizza che lo stesso apostolo San Paolo, avrebbe accompagnato gli ambasciatori per introdurli alla presenza della Madonna. L’8 settembre i delegati rientrarono in città con una lettera in cui la Vergine assicurava la sua protezione a Messina, alla lettera era allegata una ciocca di capelli della Madre di Gesù. La lettera scritta in ebraico venne tradotta in latino e la si trova nella statua della madonna all’ingresso del porto. La data, giovedì 3 giugno 42 d.C., è allora il giorno della festa della Madonna della Lettera, patrona della città.

Quartieri

Le circoscrizioni di Messina sono le 6 suddivisioni amministrative del comune italiano di Messina, capoluogo dell’omonima provincia in Sicilia. La divisione avviene per i quartieri limitrofi con grosse similitudini nella tipologia. Ogni circoscrizione ha un proprio consiglio, e un proprio presidente.
I Circoscrizione “Normanno” comprende le frazioni della periferia a sud: Giampilieri Marina – Giampilieri Superiore – Molino – Altolia – Briga Marina – Briga Superiore – Pezzolo – Ponte Schiavo – Santa Margherita Marina – Santo Stefano di Briga – Santa Margherita – Santo Stefano Medio – Galati Marina – Galati Superiore – Galati Inferiore – Mili San Marco – Mili Marina – Mili San Pietro – Tipoldo – Larderìa – Tremestieri.

II Circoscrizione “Calispera” comprende le frazioni della zona Sud:Pistunina – Zafferìa – Santa Lucia sopra Contesse – Villaggio CEP – Villaggio UNRRA – Contesse – Minissale – San Filippo Inferiore – S. Filippo Superiore.

III Circoscrizione “Tre Santi” comprende le frazioni del centro urbano e le frazioni vicine:Rione Taormina – Gazzi – Mangialupi – Rione Aldisio – Rione Ferrovieri – Cannamele – Cumìa Superiore – Cumìa Inferiore – Valle degli Angeli – Santo – Bordonaro – Calorendi – Rione Santo Bordonaro – Palmara – Carrubbara – Monte Santo – Camaro Inferiore – Camaro – Bisconte – Cataratti.

IV Circoscrizione “Dina e Clarenza” comprende le frazioni del centro urbano e le frazioni vicine:Gonzaga – Montepiselli – Gravitelli – Torre Vittoria – San Raineri – Galletta.

V Circoscrizione “Antonello da Messina” comprende le frazioni della zona Nord:Villaggio Svizzero – Giostra – Basile – Ritiro – Scala Ritiro – San Licandro – Regina Elena – San Michele – SS. Annunziata – Paradiso.

VI Circoscrizione “Peloro” comprende le frazioni della periferia Nord:Contemplazione – Pace – Sant’Agata – Ganzirri – Torre Faro – Capo Peloro – Mortelle – Timpazzi – Casa Bianca – Sperone – Faro Superiore – Curcuraci – Massa San Giovanni – Massa Santa Lucia – Massa San Nicola – Massa San Giorgio – Acqualadrone – Spartà – Castanea delle Furie – Salice – San Saba (Messina) – Rodia – Ortoliuzzo – Gesso.

In origine i quartieri o circoscrizioni erano 14, ma sono stati soppressi dal Commisario Prefetto nel 2005, accorporandone i territori per formare le nuove 6 municipalità.

Monumenti

basilica Sant’Antonio

Santuario di San’Antonio è uno dei più famosi luoghi di culto di Messina. La chiesa fu inaugurata il 4 aprile 1926. L’aspetto del sacro edificio, anche se costruito dopo il terremoto del 1908, richiama all’architettura antica. Il Santuario di Sant’Antonio si presenta a pianta basilicale a tre navate. La facciata esterna, in Pietra siracusana è caratterizzata da bassorilievi che impreziosiscono i timpani e da statue di Bronzo raffiguranti San Luca e San Matteo poste in delle nicchie ai lati del portale d’ingresso. All’interno cui è un maestoso altare marmoreo intarsiato in bronzo dorato. Nella navata destra l’altare dedicato a Sant’Antonio, mentre nella navata sinistra quello dedicato all’Immacolata .

santuario di Montalto

Santuario di Montalto Messina: è un edificio religioso della città di Messina che sorge sul colle della Caperrina . Dedicato alla Madonna delle Vittorie, la sua costruzione è legata alla leggenda secondo la quale la Madonna apparve sotto forma di Dama Bianca , in difesa dei Messinesi assediati dalle truppe francesi Durante la guerra del Vespro deviando con le mani le frecce nemiche e coprendo con le sue vesti le mura rendendole invisibili ai nemici. Secondo la tradizione la Madonna apparve in sogno ad un frate di nome Nicola chiedendogli di far sorgere sul quel colle un tempio a lei dedicato.

campanile del duomo di Messina

Il campanile del Duomo di Messina: è caratterizzato da un orologio unico al mondo per la sua complessità commissionato nel 1933 alla ditta Ungerer di Strasburgo. Il macchinaggio è costituito da ingranaggi e leve, funzionanti autonomamente al dettaglio corrispondente alle varie scene . Simbolicamente suo prospetto rivolto verso la piazza le scene si riferiscono alla storia civile e religiosa della città, ai tempi liturgici, alla simbologia umana ed animale al correre dei giorni. La parte del prospetto che guarda la facciata del Duomo indica I fenomeni astronomici della giornata, la cui data è indicata da un angelo per mezzo di una freccia. Otto campane suonano a conclusione dei movimenti. Le ore sono battute, ogni quarto d’ora, da due statue che raffigurano Dina e Clarenza personaggi collegati alla storia dei Vespri Siciliani

Cibi

braciole alla messinese

Tanti sono i piatti tipici della cucina messinese , piatti squisiti apprezzati da tutti. Braciole messinesi: rientrano di diritto nelle specialità culinarie tipiche di questa terra. Sono degli involtini ripieni. Nello specifico questo piatto è a base di sottilissime e piccole fettine di manzo ripiene, chiuse a involtino e infilzate in lunghi in stecchini di legno. Il sapore di questo secondo di carne è sicuramente esaltato con la cottura alla brace. Il cuore delle braciole messinesi è costituito da quella che a Messina, e in Sicilia in generale, viene chiamata mollica condita (ovvero pangrattato condito con olio , formaggio, prezzemolo) e caciocavallo a dadini.
Pidoni messinesi:
Insieme agli arancini sono i due pilastri della rosticceria messinese la loro forma ricorda molto quella dei panzerotti, ma in realtà questa delizia rustica è molto diversa da questi. È formata da una pasta sfogliata, sottile ma anche molto morbida internamente . All’interno ha un incredibile connubio di scarola, pomodorini acciughe e tuma .
Olive ripiene alla messinese:
Sono un gustoso antipasto . Il ripieno è caratterizzato da alcuni ingredienti principali come il pangrattato, il pecorino siciliano,i capperi di Pantelleria e l’aceto di vino bianco, il sapore delle olive ripiene alla messinese è deciso, agro visto che il ripieno viene ammorbidito con dell’aceto. Il legame tra il gusto agre del ripieno e il gusto leggermente amaro delle olive verdi carnose conferisce a questo piatto un sapore caratteristico.
Pesce Stocco e Ghiotta:
Alla base di questo piatto vi è appunto il pesce Stocco ossia il merluzzo essiccato e in questo caso già ammollato che viene preparato con della passata di Pomodoro, patate ,olive, capperi,sedano,cipolla, peperoncino,sale e pepe. Questo piatto viene accompagnato con del buon pane casereccio con cui gustare appieno il sughetto su cui è adagiato il pane.

Messina

“Siamo già in Europa? Abbiamo passato la soglia dell’Oriente?

Come un porto di una delle isole Cicladi, bianca e quasi impallidita dal sole, con tetti piani, sparsa di cupole moresche e con le cime dei campanili stranamente acuminate, si stende Messina sul mare e sale dai monti, che si alzano rapidamente dalla costa. Scabrosa e con profilo irregolarmente dentato e solcato dalle spaccature profonde, taglienti e irte delle valli, si stende la catena dei monti Pelori fino al promontorio, all’apertura dello stretto.”

Scheneegans

Scrittori

Nino Savarese e’ stato uno scrittore italiano. Fu uno dei principali scrittori durante il ventennio fascista. Romanziere di fame internazionale le sue opere sono contraddistinte da una prosa “rondesca” che interpreta in chiave lirica la realta’. Tra i suoi numerosi romanzi si ricordano L’ altipiano (1915), Malogigi (1929) Storia di un brigante, (1931), Rossomano (1935), I fatti di Petra (1937). Nel 1940 pubblico’ Cose di Italia, raccolti di articoli giornalistici, mentre nel 1945 lascio’in Cronachette Siciliana dell’estate 1943, interessante diario dello sbarco in Sicilia delle truppe americane e dei bombardamenti che ne seguirono mentre i tedeschi battevano in ritirata.

Luoghi vicini

teatro greco di Morgantina

Morgantina è un’antica città sicula e greca sito archeologico del territorio di Aidone comune italiano della provincia di Enna, in Sicilia. La città fu riportata alla luce nell’autunno del 1955 della missione archeologica dell’Università di Princeton. Gli scavi consentono di seguire lo sviluppo dell’insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all’epoca romana. L’area più facilmente visitabile recintata dalla Sovraintendenza, conserva resti della metà del V alla fine del I secolo A. C, il periodo di massima splendore della città. Da questo sito provengono importantissimi reperti archeologici come la Dea di Morgantina attualmente custodita presso il museo archeologico di Aidone cui è finita il 17marzo 2011 dopo il contenzioso fra Italia e Stati Uniti dove era esposta al Getty Museum a Malibu’ e il Tesoro di Morgantina anche esso restituito.

mosaico a Villa Romana del Casale, Piazza Armerina

La Villa Romana del Casale e’ un edificio abitativo tardo antico, popolarmente definito Villa, nonostante non abbia i caratteri di una villa extraurbana quanto piuttosto del palazzo urbano imperiale, i cui resti sono situati a quattro kilometri da Piazza Armerina in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il primo assetto archeologico si doveva all’architetto Francesco Cappellani. Nel 2008 è stata visitata da 311.081 persone.

Quartieri

Enna alta

Enna alta è la prima area urbana della città di Enna. Si trova a un’altitudine variabile tra i 900 e i 990 m sul livello del mare, e in ciò si differenzia da Enna Bassa, agglomerato di quartieri nati a partire dagli anni 80 a valle di Enna , a 700m circa di altitudine. Enna Alta resta il cuore della vita cittadina, nonostante la recente nascita di Enna Bassa, essa comprende il centro storico, i più importanti uffici amministrativi della provincia, i monumenti medievali, rinascimentali e moderni, ed ha una popolazione superiore rispetto ad Enna Bassa( 16543 ab. contro 9691).

Enna bassa

Enna Bassa è la seconda area urbana della città di Enna. Si differenzia dal centro storico di Enna alta perché posta a circa 250m di altitudine a valle del nucleo storico. La sua struttura e il suo sviluppo ne fanno ormai non un mero centro residenziale, ma anche di servizi ( università, ospedale, e cosi via). La sua espansione è continua, ed è favorita sia dall’assenza di terreni edificabili nella città alta, che dalla enorme spinta propulsiva costituita dall’Università Kore di Enna. Enna bassa nacque nel 1920 come insediamento di operai delle miniere e di agricoltori, che il governo Mussolini volle facilitare costruendo per loro alloggi popolari in un sito più vicino al luogo di lavoro. il nucleo originario gravita intorno alla Chiesetta di Sant’Anna, che le diede il nome usato in passato; nel dopoguerra , vi si insediarono altri alloggi popolari, finché nei tardi anni ’70 non vi si costruirono residenze private e condomini per sopperire alla mancanza di suolo nella parte alta della città.

Monumenti

castello di Lombardia

Il castello Lombardia è il momento di maggiore interesse storico di Enna e tra i castelli Più importanti dell’intera Sicilia. Edificato dai Normanni nel XIII secolo nella parte orientale della città, deve il suo nome alle forze di cavalleria lombarda che lo presidiarono durante il periodo normanno. Il castello si presenta in tutta la sua imponente struttura: circa 27 kilometri quadrati di superficie.

duomo di Enna

Fu fatto edificare per volontà della regina Eleonora, moglie di Federico d’Aragona , nel 1307. La struttura che si presenta oggi è assai diversa dalla costruzione originaria: gravemente danneggiato da un incendio nel 1446. Di particolare bellezza il portale marmoreo di Porta Sottana, ritraente in basso rilievo la scena di San Martino che dona il martello. Al suo interno un piccolo tesoro: la struttura è a croce latina a tre navate , di cui sei colonne che formano i classici archi gotici . Stupendi i dipinti, su tela e su tavola , ma soprattutto l’affresco de la Madonna del Melograno del XV secolo.

torre di Federico II

È un’altra costruzione difensiva dell’epoca medievale. Costruita in periodo normanno sarebbe stata ristrutturata sotto gli Aragonesi. Presenta una base una base ottagonale e ha un altezza di 24 metri . Probabilmente venne utilizzata venne utilizzata in passato non solo come baluardo difensivo, ma anche per effettuare studi astronomici e fisici.