Cibi

piacentino ennese

La cucina di Enna è famosa in tutta Italia per la semplicità dei prodotti e la raffinatezza delle ricette. Il Pan del Dittaino riconosciuto per la qualità e la bontà in tutto il mondo.

La cucina Ennese è caratterizzata da sapori tipicamente Montanari. Tra i primi piatti vi è la famosa “pasta ricasciata” ( timballo di maccheroni al ragù, uova, salame, formaggio e piselli) ed i “maccheroni in agrodolce” ( a base di ragù di carne , melanzane, zucchero e cannella). Molto famoso è anche il “maccu” di fave, la minestra più diffusa della zona: la parola Maccu (ammaccare) deriva dalla preparazione di questo piatto : col mestolo si schiacciano le fave , fino a farle diventare crema . Una volta fredde, la ministra si fa dura e viene tagliata a fette . Tra i secondi prevale l’utilizzo di carne suina ; tra i piatti più famosi la “salsiccia magna” preparata con aggiunta di semi di finocchio e caciocavallo.

Ci sono molti formaggi famosi, tra cui “u primu sali” ricotta salata, ed il “piacentinu Ennese” , un formaggio speziato con dello zafferano.

Tra i dolci più rinomati sono la “cubaita” (torrone arabo con sesamo ,miele e mandorle) ed i “ditini” biscotti alla cannella. Queste prelibatezze sono spesso accompagnate da vini come il tudia ed il famosissimo amaro Averna

Quartieri

La Badia


Il quartiere di Santa Croce noto come la Badia, è un quartiere della città di Caltanissetta. Prende il nome dalla chiesa di Santa croce e dall’annesso monastero di clausura( badia) delle benedettine, edificato nel 1531 per volere di Antonio III Moncata. Momento importante della storia del quartiere è l’elezione della chiesa a parrocchia, il 29 gennaio 1924, per volere dell’allora vescovo e servo di Dio Monsignor Giovanni Iacono. Nel quartiere si trovava la parte della Badia, o porta maggiore, una delle porte di Caltanissetta che crollò in parte sotto i bombardamenti alleati del 1943

La Provvidenza

prende il suo nome dall’omonima chiesa posta nel punto più alto della collina, la chiesa di Santa Maria della Provvidenza; il quartiere è chiamato anche con il più antico nome di quartiere dei Zingari o secondo altra fonte quartiere degli zicàri talvolta anche quartiere dei Fuochi.
Secondo una suddivisione del 2016 effettuata dall’ufficio tecnico del comune di Caltanissetta, essa ha una superficie complessiva di 69.348 m^2, con 1669 residenti del 2010. Il quartiere oggi presenta grandi problemi di degrado per l’abbandono progressivo subito dagli anni 60. Il quartiere si estende per circa 7 ettari, costruito su un rilievo di una collinetta con ampi dirupi laterali su cui sorgono diverse scalinate d’accesso.

Luoghi vicini

torre di Manfria

Gela (Terranova di Sicilia fino al 1927) e’ un comune italiano di 73.922 abitanti del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta in Sicilia. E’ il primo comune del libero concorzio per popolazione e’ il sesto della regione. La città e’ un importante centro agricolo balneare e industriale. Ricca di testimonianze una di quelle che fu una delle più influenti polies del mondo greco nota per il complesso petrolchimico dell’ENI costruito nelle sue immediate vicinanze e inattivo del 2014.

TORRE DI MANFRIA il territorio gelese oltre ad essere costellato di siti archeologici, lo e’ anche di torri,castelli e altri monumenti. In località Manfria, zona balneare della costa occidentale ad 8km da Gela, sorge sulla cima la Torre risalente al XVI secolo e progettata da Camillo Camilliani.

Castelluccio

CASTELLUCCIO su uno sperone roccioso visibile della strada di Gela sorge il Castelluccio di Gela risalente al XII secolo, rimaneggiato nel 1230 e ancora dopo. Durante lo sbarco in Sicilia degli Alleati nel Luglio 1943 fu l’ultimo avamposto della “Battaglia di Gela”.

Monumenti

fontana del tritone

Fontana del tritone: si trova al centro della piazza principale realizzata dallo scultore nisseno Michele Tripisciano (a cui è pure dedicato un museo) la fontana fu progettata nel 1890, nel suo studio di Roma con l’intento di posizionarlo in piazza Ferdinandea (l’attuale piazza Garibaldi) perché l’amore per la sua città natale rimase incondizionato. L’artista si ispirò ad un’altra opera simile che aveva realizzato per la pizza di Marino vicino Roma.

monumento del redentore

Monumento del redentore costruito nel 1900 per volontà del papa Leone XIII. Egli per festeggiare il giubileo de quell’anno , decise di far realizzare diciannove monumenti dedicati a Cristo redentore e distribuirli in varie parti d’Italia. Caltanissetta propose la sua candidatura ed ordinó tale statua di bronzo

Cibi

Mbriulata

Sono tanti i prodotti tipici locali carciofi, pomodori, uva e olio di oliva . Abbiamo la ricotta al forno dura, ottima per grattugiare sulla pasta .
Cacio al peperoncino è un formaggio a pasta dura, lavorato in maniera simile al pecorino ma nella fase di sottrazione del siero si aggiunge il peperoncino rosso frantumato.
Cavateddi tipica pasta all’uovo di Caltanissetta che viene creata con semola di grano duro e acqua ,trafilata al bronzo, e con una lenta essicazione.
Pizze muffolette pizze dorate e farcite con cipolla e acciughe.
Maccu una particolare zuppa composta da purea di fave da insaporire con un filo di olio extravergine.
Mbriulata una focaccia di pasta lievitata ripiena di salsiccia ,olive nere, cipolla , pecorino grattugiato e olio

Quartieri

quartiere ebraico

Il quartiere più antico della città, detto Casalicchio, sviluppatosi in origine nei pressi del porto e della chiesa di San Pietro, comprendeva i rioni della Giudecca dove viveva la comunità ebraica, dei Biscottari, corrispondenti all’area compresa tra le vie Ammiraglio Staiti, XXX Gennaio, Mercè, Piazza Scarlatti.
Tra le strette vie Galvano, Catito, Sant’Egidio e Mercè si trovano le vecchie case di tipo mediterraneo, caratterizzante dalla presenza del cortile interno, derivante dal peristilium romano e dalla corte araba dove si svolgeva la vita di una comunità legata da affinità familiari e professionali.
Pozzi, cisterne e pile( lavatoi per il bucato a mano) sono sempre presenti nei cortili, come la scale che dà accesso al piano superiore.
Il quartiere definito di mezzo per indicare la posizione tra il più antico Casalicchio e la Rua Nuova (odierna via Garibaldi), realizzata nel 1286 durante i lavori di ampliamento della città verso Nord.
Nel quartiere si trovano le testimonianze architettoniche esistenti nel centro storico, legate al gusto gotico- fiorentino dei Chiaramonte che, insieme con poche famiglie detenevano il pittore dell’isola. Il quartiere detto Palazzo si è sviluppato in seguito al riordino urbanistico voluto da Giacomo D’Aragona sul finire del secolo XIII, che interesso anche l’estensione della città con l’interessamento della zona acquitrinosa situata ad ovest e caratterizzata da vari isolotti e scogli:ebbe come asse principale la Rua Grande (odierno Corso Vittorio Emanuele). La denominazione, secondo alcuni storici, è dovuta alla presenza di eleganti palazzi, secondo altri, ad una cava di proprietà di Pietro Palazzo, dalla quale nel XVII secolo si estendeva una pietra pregiata utilizzata in architettura.

Scrittori

Cielo d’Alcamo conosciuto come Ciullo d’Alcamo e’ stato un poeta e drammaturgo italiano. E’ uno dei personaggi più significativi rappresentanti della poesia popolare giullaresca della scuola siciliana. Il poeta fu molto vicino alla Magna Curia di Federico II. Cielo d’Alcamo scrisse “Rosà fresca aulentissima”, sua unica opera pervenuta, in volgare a base siciliana ma con vistose influenze continentali, a cominciare dal titolo. Il testo è un vero esempio di mimo giullaresco, destinato alla rappresentanza scenica. Frequenti sono i latismi e le metafore tipiche della tradizione cortese che attraverso ripetuti provenzalismi e gallicismi collegano stilisticamente al canone del codice poetico della lingua d’oc. L’autore di Rosà fresca aulentissima e’ stato collocato in ambito letterario colto per l’evidente sapienza metrico-stilistica dell’opera, e l’innegabile familiarità con le formule retoriche cortesi. Il contrasto, la messa in scena dell’inganno e dell’aggressività, reciproca dei 2 innamorati protagonisti, divenne modello ideale di lirica per i successivi poeti realistico-giocosi di area Toscana come Cecco Angiolieri. Questo fu anche il motivo per il quale Cielo d’Alcamo fu spesso associato alla figura di giullare o poeta di corte traspositore abile delle nuove formule stilistiche della nascente lirica siciliana.

Luoghi vicini

Selinunte

Selinunte era una città antica greca situata sulla costa sud-occidentale della Sicilia, oggi costruisce il parco archeologico più grande d’Europa. I ruderi della città si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani. Nel sito archeologico sull’acropoli vi sono alcuni templi insieme ad altre costruzioni secondarie, mentre altri templi si trovano su una collina poco lontana. Molti edifici sono rovinati in seguito a sismi avvenuti in epoca medievale, tuttavia alcuni interventi anastilosi hanno permesso di ricostruire quasi completamente il Tempio E e di rialzare gran parte uno dei lati lunghi del Tempio C. Le sculture trovate negli scavi Selinunte si trovano soprattutto sul Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l’opera esposta presso il Museo Civico di Castelvetrano.

porto di Mazara del Vallo

Mazara del vallo (Mazzara in siciliano) e’ un comune italiano di 51.484 abitanti del Libero Consorzio comunale di Trapani, in Sicilia. Affiancato sul Mar Mediterraneo alla foce del fiume Mazaro, dista meno di 200km dalle coste tunisine del nord Africa. Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mure normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalienti al XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah) di cui le viuzze strette sono una specie di marchio di fabbrica.