Monumenti

saline di Trapani

Le Saline di Trapani sono una tappa fondamentale della città . Fu proprio il commercio di sale infatti a rendere fiorente questa città nel corso dei secoli, rendendola una vera potenza commerciale in tutta Europa. Non si hanno testimonianze certe, ma sembra che il commercio di sale, conosciuto anche come l’oro bianco della Sicilia, risalisse addirittura all’epoca dei Fenici . Purtroppo nel corso del 900 le saline caddero in disgrazia, fino ad un’ultima alluvione nel 1965 che danneggiò in modo irreparabile i macchinari. Visitando questo luogo potrete vedere come si ricavava ( e si ricava ancora oggi) il sale dall’acqua di mare. Il museo delle saline di Trapani comprende, oltre alle celebri vasche in cui si estraeva il sale, anche mulini ed attrezzature d’epoca che servivano a completare il procedimento per l’ottenimento del Sale.

torre Ligny

Torre Ligny
È senza dubbio tra i simboli della città, la sua costruzione è avvenuta nel seicento grazie al viceré Claudio la Moraldo. Ideata come fortezza, nel corso degli anni divenne poi un faro che aveva il compito di controllare il traffico di imbarcazioni che si avvicinavano al Porto. Al suo interno oggi ospita il museo della preistoria con la sua collezione di anfore romane ritrovate nel sito archeologico di Trapani ed anche un elmo, ritrovato proprio sul fondo del mare della città.

orologio astronomico

Porta Oscura e Orologio Astronomico:
Risalente al XIII secolo e situata su una delle torri di avvistamento della città, è la porta più antica di Trapani. Se guardate bene potrete notare sulla facciata della torre un orologio molto particolare che è anche uno dei più antichi orologi astronomici d’Europa. (Risale al 1596). Questo orologio sul quale sono presenti un quadrante del sole ed un lunario , ha le lancette che invece di indicare l’ora indicano i segni dello zodiaco, i solstizi, gli equinozi, le stagioni ed i punti cardinali mentre nel lunario si indicano le fasi lunari

Cibi

Busiate

Caponata di melanzane, si tratta di un piatto legato alla tradizione in cui la melanzana, rigorosamente viola e lunga, viene tagliata a cubetti ed esaltata dal sapore agrodolce

Busiate al pesto trapanese : le busiate sono un tipo di pasta tradizionale della cucina trapanese, devono il loro nome al ramo di buso con cui venivano trafilate originariamente. Il loro impasto tradizionale garantisce un sapore e una consistenza unica, vengono condite con il pesto alla trapanese con il suo aroma di basilico e la croccantezza delle mandorle.

Vastedda della valle del Belice : l’unico formaggio di pecora a pasta filata italiano, viene prodotta nella Valle del Belice tipicamente nel periodo estivo e va consumata fresca per poter assaporare al meglio il suo gusto legato alla tradizione.

Cous cous alla trapanese : è un piatto di origini arabe, ma come sapete la Sicilia è famosa per le sue contaminazione culturali! Nel trapanese è chiamato Cùscusue, abbinato ai sapori del pesce fresco siciliano, rappresenta l’Unione di due culture diverse in una sola pietanza.

Vino Marsala : famosissimo in Italia e nel mondo, il marsala è un vino liquoroso di cui nella provincia di Trapani si va molto fieri. Molto versatile, si accompagna bene ai dolci, all’aperitivo, ai posti e ai buoni amici. Un diretto ogni tanto fa bene.

Scrittori

Luigi Pirandello e’ stato un drammaturgo, scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Per la sua produzione, le tematiche affrontate e l’innovazione del racconto teatrale e’ considerato tra i più importanti drammaturghi del XX secolo. Tra i suoi lavori spiccano novelle e racconti brevi (in lingua italiana e siciliana) e circa quaranta drammi, l’ultimo dei quali incompleto. L’infanzia di Pirandello fu serena ma, come lui stesso avrebbe raccontato fu caratterizzata anche dalla difficoltà di comunicare con gli adulti e in specie con i suoi genitori, in modo particolare il padre. Questo lo stimolo’ ad affinare le sue capacita’ espressive e il modo di comportarsi degli altri per cercare di corrispondervi. Si appassiono’ subito alla letteratura. A soli undici anni scrisse “Barbaro”. Nel 1894, a Girgenti, sposo’ Maria Antonietta Potulano figlia di un ricco socio del padre. Spinto dalle ristretezze economiche avendo come unico impiego fisso la cattedra di stilistica, lo scrittore dovette impartire lezioni private di italiano e di tedesco. Dal 1909 inizio’ una collaborazione con il Corriere della Sera. Perché Pirandello arrivasse al successo si dovette aspettare il 1922, quando si dedico’ totalmente al teatro. Nel giro di un decennio arrivo’ ad essere il drammaturgo di maggior fama al mondo, come testimonia il premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1934 per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale. La critica fascista non sempre esaltava le opere di Pirandello, anche dopo l’attribuzione del Nobel parecchi lavori furono accusati dalla stampa di regime di disfattismo,tanto che anche Pirandello fini’ fra i controllati dell’OVRA.

“È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto e galantuomini, si dev’esser sempre.”

Andrea Camilleri e’ uno scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo e docente italiano. Ha insegnato regia all’Accademia Nazionale d’arte drammatica. Nasce il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle. Dal 1939 al 1943 dopo una breve esperienza in collegio viscovile, studiò al Liceo classico di Agrigento dove nel 1943 otterrà la maturità. Tra il 1946 e il 1947 vive a Enna comincia a frequentare con assiduità la Biblioteca Comunale dell’avvocato Fontanazza. Diventato suo amico questi gli fa conoscere due celebrità letterarie locali Nino Savarese e Francesco Lanza. Incomincia a lavorare come regista teatrale nel 1942 e come sceneggiatore. Nel 1944 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Palermo, ma non consegue la laurea. Si iscrive al Partito Comunista Italiano e dal 1945 pubblica racconti e poesie. Nel 1949 viene ammesso all’Accademia di Arte drammatica concluse gli studi nel 1952. Tra il 1945 e il 1950 pubblica racconti e poesie vincendo il Premio Saint Vincent. Nel 1959 tra le molte produzioni RAI si occupa come delegato alla produzione hanno molto successo gli sceneggiati “Le avventure di Laura Storm”. “Le inchieste del commissario Maigret” “Il tenente Sherdan”. Nel 1980 pubblica con Garzanti Un filo di fumo grazie a quest’ultima opera vince il premio letterario a Gela. Nel 1992 riprende a scrivere e pubblica “La stagione della caccia”, nel 1994 “La forma dell’acqua”, primo romanzo poliziesco con il “Commissario Montalbano” e successivamente il “Il birraio di Preston”. Dal 1995 al 2003 titoli come Il birraio di Preston La concessione al telefono e La mossa del cavallo vanno a ruba mentre la serie televisiva su Montalbano interpreto da Zingarelli ne fa ormai un autore cult. Nel 2001 pubblica il romanzo”Il re di Girgenti ambientato nel Seicento, interamente scritto in siciliano.

“L’esempio assoluto del meglio della donna siciliana: riservata, tenace, determinata, convinta delle proprie idee e pronta a battagliare per esse, e nello stesso tempo dolcissima, generosa, comprensiva, sensibilissima.”  Camilleri

Luoghi vicini

scala dei turchi

La Scala dei Turchi e’ una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento. E’ diventata nel tempo un’attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con il protagonista il commissario Montalbano scritto dallo scrittore Andrea Camilleri, in cui tali luoghi vengono riferiti al paese del commissario, da inquadrare con Porto Empedocle.

Tradizioni

festa del mandorlo in fiore

La città di Agrigento durante tutto l’anno ospita varie manifestazioni molto interessanti tra le quali la Sagra del Mandorlo in Fiore uno delle più antiche di Sicilia.
La Festa del mandorlo in fiore è un festival che si svolge nel mese di febbraio per celebrare l’arrivo anticipato della primavera in Sicilia.
La Sagra del mandorlo in fiore è nata nel 1934, diventando con gli anni un evento da non perdere per tutta la Sicilia. Essa rappresenta una festa di fratellanza tra i popoli, di esaltazione delle tradizioni popolari e di pace. Ogni anno alla Valle dei Templi arrivano gruppi provenienti da tutti i paesi del mondo che danzano indossando costumi che riproducono quelli delle donne del popolo e dei carrettieri del XIX secolo. L’abito femminile è composto da gonna di broccato, gilet come camicia, culotte, grembiulino, scialle di lana fatto a mano. I capelli delle donne sono intrecciati e poi raccolti in un chignon. L’abito maschile è costituito da pantaloni e gilet di velluto, fascia, cintura rossa di lana, camicia e fazzoletto da lavoro. Gli strumenti tipici siciliani sono il “Tamburello”, il “Frischietto”, il ” Mazzanzano”, la “Matracola”, e il ” Bummulo”.

Monumenti

valle dei Templi

Valle dei templi: sebbene il centro storico di Agrigento abbia moltissimo da offrire è pur vero che gran parte della bellezza di questa città è collegata al fatto che si affaccia sulla affascinante Valle dei templi, che altro non è che le rovine dell’antica Akragas, ovvero Agrigento per i greci. Questa valle permette di rivivere la prosperità e la maestosità della Magna Grecia, qui i greci realizzarono una serie di templi dorici, eretti intorno al quinto secolo a.c tra cui :
Il tempio della Concordia : il più imponente e uno dei templi meglio conservati, costruito intorno al 430 a.c, in tempio della Concordia è in stile dorico e ricorda il Partenone di Atene. È ricordato per la sua illusione ottica che lo fa sembrare più alto e che accresce, di conseguenza, la sua maestosità.
Tempio di Zeus : fatto da sette colonne a differenza degli altri a sei, è uno dei templi dal progetto più grande, quest’ultimo però non fu mai completato. Venne eretto per celebrare la vittoria dei Cartaginesi, oggi di questo tempio rimangono solo pochi resti.
Vale la pena menzionare anche il tempio di Ercole probabilmente il più antico. Il tempio di Giunone, il tempio dei Dioscuri ( di cui restano poche ma interessanti testimonianze).

interno della casa di Pirandello

Casa di Pirandello : Una visita ad Agrigento non si può non accompagnare a una visita alla casa natale di Pirandello. Molto belle e significative le immagini conservate all’interno della casa mentre riceve il premio Nobel nel 1934

Cibi

cavatelli al cartoccio

Cavatelli al cartoccio : sono un piatto di pasta ricco e gustoso, si friggono i cubetti di melanzane in olio d’oliva e si aggiungono ad un sugo di pomodoro e basilico, mentre i cavatelli vengono sbollentati, poi vengono conditi con questo sugo di melanzane, ricotta salata, mozzarella e poi inseriti in un foglio di alluminio a formare il cartoccio.

cciarduni di ricotta

Cciarduni : dolce tipico agrigentino farcito con crema di ricotta con l’esterno ricoperto da granella di mandorle tritate.

mastazzola

Mastazzola: biscotti la cui pasta è lavorata e ammorbidita con il vino cotto e l’aggiunta di pepe nero.



Luoghi vicini

interno del castello di Donnafugata
castello di Donnafugata

Castello donnafugata deriva dall’arabo “ain-jafat” e significa “fonte di salute”. Una leggenda narra di una donna che prigioniera nel castello riuscì a scappare . Si tratterebbe della regina Bianca di Novarra che venne rinchiusa dal perfido conte Bernardo Cabrera signore dalle quale riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna che circondava il palazzo. Da qui il nome dialettale ronnafugata cioè donna fuggita