Tradizioni

A Catania, i primi giorni di febbraio di ogni anno da quasi cinque secoli viene festeggiata la figura della “martire Agata”,patrona della città.
Una festa animata da fede,devozione,folklore e tradizioni.
Le origini di questa festa sono incerte. Sin dai giorni del martirio la figura di Agata venne venerata dai catanesi. Le prime testimonianze scritte giunte fino ai giorni nostri sulla processione delle reliquie di Sant’Agata risalgono intorno al XVI-XVII secolo. In passato la processione veniva svolta in un giorno solo, dal 1846 venne introdotto il secondo giorno di processione, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui il rito viene suddiviso in tre giorni. La festa a Catania è articolata in questo modo: i primi avvenimenti sono in programma il giorno 3 internamente dedicato alla processione delle offerte della cera a Sant’Agata. Si tratta di un’antica tradizione che in passato veniva eseguita attraverso la processione di grosse candele di cera che servivano per illuminare l’altare della Cattedrale. Queste candele sono state sostituite dalle cosiddette “Candelore”, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno che dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candele avevano la funzione di illuminare la processione, in quanto al tempo ancora non era presente l’illuminazione elettrica. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. In passato, i ceri di Sant’Agata, ammessi alla processione erano 28, oggi invece sono 13. Esse rappresentano nella maggioranza dei casi le corporazioni delle arti e dei mestieri di catania, altre sono frutto di donazioni.

la città affollata durante la festa di Sant’Agata

Monumenti

duomo di Catania

Dopo il terremoto del 1693 il senato cittadino decise di ricostruire il Duomo dov’era già il Duomo normanno. Nel 1709, sull’originario impianto basilicale a tre navate, l’architetto G. Palazzotto iniziò ad elevare la chiesa sfruttando le preesistenti architetture per i catanesi è particolarmente importante la cappella di Sant’Agata che custodisce, nella”cammaredda”(la cameretta ),il busto reliquiario e lo scrigno con le reliquie di Sant’Agata: l’uscita delle reliquie dalla cameretta il 4 febbraio è uno dei momenti più commoventi di tutta la festa

municipio di Catania

Palazzo degli elefanti è il municipio di Catania, nelle sue belle sale si riuniscono il consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta municipale. Ha una forma quadrangolare e un atrio d’ingresso su ogni prospetto. Al suo interno sono presenti opere d’arte di Giuseppe Sciuti ed Emilio Greco

Cibi

Visitare Catania significa non solo riempirsi gli occhi di storia e architettura barocca ma anche immergersi nella sua cucina

arancini catanesi

L’arancino quello tradizionale è fritto, a forma di goccia e ripieno di riso e ragù. Oggi riscuote un discreto successo anche la versione light al forno e ai classici ripieni al ragù o al burro si sono aggiunti nel tempo arancini con teneri cuori al pistacchio, alle melanzane, agli spinaci e al prosciutto

cannolo

Se esiste un cibo in odore di misticismo questo è il cannolo siciliano: più che un dolce è un’affronto al colesterolo. La Sicilia si è inventata decine di varianti e il cannolo Catanese è uno dei più apprezzati con il suo ripieno di ricotta fresca di pecora zuccherata, l’abbondante granella di pistacchio alle due estremità e l’immancabile spruzzatina di zucchero a velo.

carne di cavallo

Carne di cavallo: colei che fa fuggire i palati vegani e attira quelli onnivori come api al miele

cassata

La cassata è un classico che andrebbe gustata in silenziosa contemplazione

Musica

Gioacchino Angelo nacque a Palermo nel 1899. Studiò violino, pianoforte e composizione.
Si dedicò prevalentemente alla composizione di musiche da film, firmando molte colonne sonore, senza però tralasciare la composizione di brani sinfonici e operistici, tra i quali ricordiamo “La coppa di Cipro”. Particolare anche la sua sinfonia n.2 in mi bemolle minore che potete qui di seguito ascoltare

Pittori

Renato Guttuso, nato a Bagheria nel 1911. La sua arte, legata all’espressionismo, fu caratterizzata anche dal forte impegno sociale, che lo portò anche all’esperienza politica come senatore del Partito Comunista Italiano

Contadini al lavoro, 1950 – Guttuso

Scrittori

Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato uno scrittore italiano, nato a Palermo nel 1896. Scrittore dalla complessa personalità, autore del celeberrimo romanzo “Il Gattopardo”, passò gran parte del suo tempo leggendo moltissimo.

Dal Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”

Luoghi vicini

Cefalù

Cefalù e’ una città costiera nel nord della Sicilia. E’ nota per la cattedrale normanna, una struttura del XII secolo, simile ad una fortezza con elaborati mosaici bizantini e alte torri gemelle.

interno della cattedrale di Monreale

Monreale e’ un comune italiano sito nella città metropolitana di Palermo, in Sicilia. La città è sede arcivescovile, la cattedrale di Monreale nel 2015 è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Quartieri di Palermo

murales nel quartiere Ballarò

Ballarò è un noto mercato storico di Palermo, è il più antico tra i mercati della città, animato dalle cosiddette abbanniate, cioè chiassosi richiami dei venditori. Il mercato è famoso per la vendita delle primizie che provengono dalle campagne del Palermitano.

Foro Italico

Appena al sud del piccolo porto storico di Cassaro, è una zona verde in riva al mare

Vucciria

Come il Ballarò, anche la Vucciria è nota per il suo mercato storico, nel corso dei secoli quest’ultima subì diverse modifiche. Il viceré Caracciolo, nel 1783, decise di cambiare l’aspetto, in particolare della sua piazza principale, che fu chiamata col suo nome in suo onore. Muovendosi all’interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette del mercato della Vucciria si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina siciliana. A partire dagli anni 2000 la Vucciria è diventata una delle sedi della movida Palermitana.

Tradizioni

festa di Santa Rosalia

Il festino di Santa Rosalia, che i palermitani chiamano u fistinu, si svolge nel mese di luglio nei giorni 15 e 17. In questi due giorni le vie del centro storico diventano un immenso villaggio gastronomico spontaneo con alcune delle prelibatezze della tradizione palermitana.