A Catania, i primi giorni di febbraio di ogni anno da quasi cinque secoli viene festeggiata la figura della “martire Agata”,patrona della città.
Una festa animata da fede,devozione,folklore e tradizioni.
Le origini di questa festa sono incerte. Sin dai giorni del martirio la figura di Agata venne venerata dai catanesi. Le prime testimonianze scritte giunte fino ai giorni nostri sulla processione delle reliquie di Sant’Agata risalgono intorno al XVI-XVII secolo. In passato la processione veniva svolta in un giorno solo, dal 1846 venne introdotto il secondo giorno di processione, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui il rito viene suddiviso in tre giorni. La festa a Catania è articolata in questo modo: i primi avvenimenti sono in programma il giorno 3 internamente dedicato alla processione delle offerte della cera a Sant’Agata. Si tratta di un’antica tradizione che in passato veniva eseguita attraverso la processione di grosse candele di cera che servivano per illuminare l’altare della Cattedrale. Queste candele sono state sostituite dalle cosiddette “Candelore”, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno che dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candele avevano la funzione di illuminare la processione, in quanto al tempo ancora non era presente l’illuminazione elettrica. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. In passato, i ceri di Sant’Agata, ammessi alla processione erano 28, oggi invece sono 13. Esse rappresentano nella maggioranza dei casi le corporazioni delle arti e dei mestieri di catania, altre sono frutto di donazioni.














